
Oscurato senno
di una notte
amara
tra i pensieri che
farfugliano
e
fremono
nel corpo desertico
che giace vinto
tra le alghe del mare
rimane
a guardare la luna
che
non smette di illuminare
tra
i murali di stelle
riverberando
sogni appesi
di una preghiera
veemenza
Freddo
il mare oscuro privo
di onde
calpesta il dolore
e
la rabbia
perseguitando
con insulse sciacquii
l’incoscienza
a scandire
un pò di pietà

Raccolgo pezzi di me sparsi un po’ ovunque.
Ci riprovo, sperando che splinder la smetta di fare i capricci.
Poesia dei sensi questa, dove ogni parola, pacata e lenta, sembra non essere scelta a caso, bensì sapientemente elaborata a scandire una sensualità non desueta.Molto bella anche l’immagine dell’ape regina nell’alcova che accentua il profondo significante di questa tua e ne immalinconisce la musicalità tutta languida ed evocativa.Complimenti.Carmen