Scorrono immagini, parole,
protagonisti di storie andate
compagne di foschie
accumulate
nel solco imcolmabile
dei distacci
Impalpabile come il vento
la voce indistinta
profuma di un rifiorire
nella terra mai sazia
di un corpo spalancato
dove gemiti corrono
nell’aria tersa senza cieli
tra luminari di candele
sbircianti
senza ritegno.
Languide carezze
fuggono nel vortice
di giochi
panna e miele
come un fulcro
muoio
nell’alcova dell’ape regina
lasciandoti andare
nella danza ventrale
tra tamburi e pifferi
sonanti


Raccolgo pezzi di me sparsi un po’ ovunque.
E’ poesia dei sensi questa, dove ogni gestualità non è mai casuale, nè scontata…l’immagine dell’ape regina, rappresentata in un’alcova, rapresenta poi una metafora pregna di grande e profondo significante, accentuato da una musicalità lenta e pacata che immaliconisce questa lirica, rendendola gradevolissima.
Complimenti, Carmen
Buongiorno
Ho imparato a bere la tua saliva come un alcool.
Molte volte ho desiderato la tua lingua d’acqua ,tra i miei denti
potente e dura come una lingua d’uomo.
Claire Genoux.
Sei nel mio cuore.
Fra