
Busso alla porta
del tuo cuore
dolce inferno
nell’inqueto eco
di scroscianti paure
Tra i muri fautori
di un profumo amaro
ombre rampicamti
vagano
nei solai dell’incertezza
Dalla cuspide nebbia
appare la puerizia
dischiudendo
l’infagottato amore

Sono
la poetessa
di fervide frenesie
sagace
con le unghie urlanti
di follia
espando ritornelli
ribalzanti
tra soffocate note
d’ore vuote
diffusi da strepitii
d’ignoti inganni
lingue di comare
sguazzano dicerie
nell’esoterica mondezza
di questa mia
angnostici
di lirismo puro
Dallo scuro canto
mi protendo
a voi che siete la mia
preda
dico con sostenuto
sdegno
bruciatevi il grugno
dall’invidia errante
non grattate più falsità
arrogante

Lucea germinale
liriche illusoria
si tramuta fluitivi
negli echi della nostra memoria
Stillando sentieri
di compiaciuti accordi
alineati dal nascere
di un pensiero perverso
Così una patina
di arrendevole follia
si inocula
virtuosa nei grumi
di un improvvisa malia poetica
Smozzando frizzi ricami
di menti semantici
che maculano
metafore incatonate
nell’oblio
autori: iry50 e santiagoni

E come posso dirti
t’AMO
se i tuoi occhi
sono chiusi dal silenzio
mentre
le labbra gorgheggiano
dolore
cucito in un cappotto
rivoltato dal tempo
Privo di carezze
lacrimi
rose sfiorite
in un tramonto
oscuro
Fermo
nei perduti orizzonti
l’esule
tuo pensiero
vaga
nei porti senza approcci
Ed io
ancella del tuo aspettare
tesso
ricordi su una tela
per non
dimenticare
misterioso
impalpabile come il vento
aperto ai profumi
invisibili
d’un rifiorire ostinato
d’emozioni
Inebriante nefatezze
gemono nella polvere
rarefatti dal savacchiante passato
Ignari framenti di vita
corrono ansimanti
senza guardare la primavera
nel cuore
incantati dalla quiete
di onde d’immagini