
Prendimi per mano amore mio
portami lontano
là,dove i pensieri
sono liberi
di giocare

Le note di una tromba
cadono nel silenzio intorno a noi
nell’estasi di un incontro dichiarato
nella lucea di un tramonto confessato
La mia bocca arida del tuo respiro
si disseta d’acqua viva
germonando tra calle sognanti
Ombre accarezzano un corpo
che canta musica dormiente
infragendo l’onda rabbiosa
e stanca dell’assenza

Gli occhi non vedono che tristezza
nelle strade di colui che piange all’alba
il cuore trema rannicchiato a una speranza
di seppellire il corpo deprivato
con gemiti nelle mani raccoglie muschi
là dove i gatti e i cani mangiano
là dove un sogno inizia e
inciampa con la realtà

Andai in spiaggia
in quella ombrosa notte
perchè la mia mente riposasse un pò
Scendendo la scaletta
che mi conduceva al mio riposo
le narici si inebriavano
di un profumo intenso e agre di salsedine
I piedi nudi avvertivano ancora
il calore della rena
A passo stanco ed ozioso
giunse al bagnasciuga e mi lasciai cadere
nell’estasi di quel miracolo rivelato
Mi facevano compagnia le birichine onde
che vedendomi solitaria e pensosa
cercavano di allietarmi con piccole
e graziose ripicche
In quelle acque blu intenso
si rispecchiava un esile e frivola luna
Le lampare dei pescatori si ponevano in mostra
come tante lucciole ondenggianti
In quel silenzio paradisiaco, chiusi gli occhi
una sensazione di pace avvolse la mia mente
e il mio spirito cadde nell’oblio della serenità

Ciò che il domani
non c’è dato a capire
l’ignoto
alita nei pensieri
in un viaggio
privo di risponsi fermi
Messaggi cifrati
vengono impartiti da pezzini
in un vernacolo di avi
sepolti nella memorie e
regole non consumate
Sfogli le pagine
di un giornale
alla ricerca di un futuro
contiguo ai criteri
del tuo vivere
ma tra le righe lette
da occhi affamati di lavoro
trovi soltanto il nero
e assimili che la vita
è rincarnata

Passa un tremulo vento
ride il buncaville fiorito
sui rami unge una nuvola
ricomposta dal cielo di bende
vibrano le viti che i lacci
delle radici strigono
dinansi a quel suono soave
Ora lunge il mattino
seguito da un chiarore musicale
incampucciando monti e mari
Perdermi vorrei in questo
grembo del dolce silenzio
una risacca di memoria giunge
gioia fugace di un ricordo spento