Egheggiano passi stanchi
tra i vicoli della penombra lunare
L’aria pungente inebria narici dell’aspro mosto
segue silenziosa l’ombra compagna muta
di quella notte rapita nel mistero
Il fumo di un comignolo tratteggia
nell’ombroso cielo pensieri
dispersi dalla mente
nell’acceso fuoco da innocenti risate
la brezza sparpaglia nella pungente aria
il bisbigliare di commare
la nenia di una culla
un amore da cantare
Rintocca la campana nella fitta selva
al vagare di un anima senza sepolcro
mentre la nebbia sale
con il suo candore
addormentando quel borgo
tra gemiti e vezzi della vita


Raccolgo pezzi di me sparsi un po’ ovunque.
Hai dipinto con le parole un bellissimo quadro d’emozione
un abbraccio e buona serata
Gio