
Dove sei bambolina
dai boccoli d’oro
che la leggiada farfalla si volle posare
Dove sei pagetto mediovale
dai ricchi broccati e pregiate trine
non si odono più le allegre risate
la bianca voce negli altari
i giochi sono fermi
difesi dal polviscolo del tempo
di una clessidra dove
la sabbia scorre lentamente le ore
asfaltando dune infocate
Arde il silenzio più alto nel buio
della solitudine evaporando
pensieri ansiosi in ascolto
nel verso libero e costruito
di questa poesia

Raccolgo pezzi di me sparsi un po’ ovunque.
Bellissimi davvero i tuoi versi. Grazie a te per avermi permesso di conoscerti attraverso di essi.
E’ un piacere per me averti tra gli amici e linko il tuo blog perchè purtroppo o per fortuna ne ho molti di amici e rischierei di perder le tracce.
Un abbraccio e mille complimenti!
Paola
Che bei versi! Rispecchiano tutto il fascino polverose delle cose e del tempo che fu!
Mi piace tanto la foto, anche le parole.Eppure cerco di scappare verso la fantasia.E la mia natura.Questi ultimi giorni,cosa rarissima sono venuti della gente a trovarmi disperata dalla noia, dalle paure in famiglia, dalla depressione, dalle malattie, che mi hanno chiesto di andare a trovarle.Al punto di chiedermi che cosa ci facevo qui. Non è mai successo cosi.Poi, ho cominciato ad interrogarmi e a capire qualcosa.
Mais dure dure.
baci.
Fra