- Stai vedendo l'Archivio per febbraio, 2008 -

Accarezzo questo cuscino vuoto

ascoltando le parole del tuo profumo

che dicono t’Amo

lo sringo al seno

in una nenia di desiderio

Socchiudo gli occhi nei petali

di quelle rose disseminate

sul mio corpo ad uno ad uno

nella dolcissima emozione di tenere carezze

Accanto a me il tuo sospiro ansimante

in un amplesso di primavera.

love

Nel tacito tumulto

l’oscurata immagine

vive nella luce priva d’alianti arcobaleni musicali

accarezzati dal vento dei richiami

nel tempo riccioluto e fuggitivo dal mattino

si cullano sorrisi nascosti dal fiorito clivo

Si ode nell’abbraccio di un’alba cerula

il chiaccherio delle oziose e primule onde,

tra il fievole sciacquio della risacca

un cantico sonoro in quell’istante squilla:Amore

una voce più profonda

sotto all’amore rimbomba:Iden

e il suono delle campane, alte, lontane

giunge e resta in via, là in mezzo

alla tempesta dei desideri che non

declinano mai, ma galoppano lontano

sempre più forte nelle ali dei sogni

guardando lunghe ore a rosicchiare

all’infinito Amore

 

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Questo incontro è una pioggia di note di piano…….

un intreccio di profumi….

un contrasto colorante di emozioni…

musica, passione, dolore che trafigge lo spirito in una poesia….

io poeta moderno in un modo antico….

tu emblema di tutti coloro che la poesia soggioga…

rendendoli figli, schiavi, amanti ben oltre alla morte…

Resto ancora un pò incerta a macchiare un altro foglio di carta….

 un cumulo di pensieri stanchi fugge nel passato per ritrovarlo…

rivivo quella luce che si dissolve sul tuo viso…. …

quegli occhi olive della Piana…..

le cerase labbra fatte di silenzio…

che invitavano a rubare quell’Amore….

ed io innocente ladra accusata dal mio cuore….

ardevo nell’inquisito rogo da strega del passato….

Fioravi con le mani i tuoi capelli

che la leggera brezza scompigliava

infastidita da così aitante aspetto

Ridesti al dispettoso vento

quasi per dire: beh…cosa vuoi da me

illuminando così il roseo viso

mutato per me in paradiso

Mi scorgesti dicesti: ciao

non ascoltati parole dalla tua bocca

ma il vibriar di tanti violini

rimase inerte, al tuo richiamo

non seppi aprir bocca.

tutto tacque in quel momento per magia,

 il mare, il vento e la sua compagnia

Anche il vecchio tempo si fermò,

no, non era stanco,

solo abbagliato da tanto incanto.

Le parole erano ormai vane

bastava il nostro sguardo

per inondare un fiume

in piena di parole d’Amore

che le tacite labbra

ancora oggi san dichiarare.

 

Profondità e Pensieri

Solitaria guardo passare

uno stormo e il mio pensiero

non sa se c’è gioia o malinconia

nell’aria cerula la città vocia

tra le rotaie ferree, il rombo di un aereo

 e  le querule campane

Cammina la gente inqueta e stanca

tra odio e amore mentre

l’eco di uno sciame danza

Parla questo giorno afoso, nelle vitree sere

sono grida mute di dolore e

di gemiti di speranza

Cantano i grilli nella gramigna gialla

trema un arbusto sotto un pettirosso,

una cicala balla tra un filo di formiche affannate

Mentre vanisce dietro ogni traccia

il mio pensiero solitario.

Un infinito scampanio

vibra dietro un velo dell’oblio

dopo i rissosi cinquetttii nell’aria

tra il nembo degli odori del mattino

Fischia un grecale gelido

tra i muti casolari

lasciando i monti solitari

Lungo la via cigola un carrettiere

cianciando la roba da comprare

Profuma il pensiero l’odor di rosa

nel languido fermento di un sogno

nell’ignara amina spenta

ad un altra vita.

 

Più bello il fiore cui la pioggia

lascia una stilla

Più bello il bacio che d’aurea

s’avviva tra i velari

del vespro vermiglio