- Stai vedendo l'Archivio per febbraio, 2008 -


 

Buon giorno amica/o,

leggimi e se lo desideri lascia il segno del tuo passaggio.

bacci baci iry

 

 

 

cielo

Perversa angoscia

effonde l’oscuro cielo

all’animo destinato ad affidare,

non una rodine si vede volteggiare

nel intrinseco manto plumbleo,

nè il farfugliare degli altri uccelli,

tra i nidi negli arbusti oscillare,

nè una renella nel stagno gracidare

nè una cicala su una foglia cantare.

Una folata grinza la morbita erbetta,

mentre ondeggia il papavero in quella arietta

Opprimente il silenzio, parla,

lungo il viale dei pensieri

che girovagano attraverso i vetri

di quella finestra portale

di sembianza tenebroso di natura.

Occhi che fissano lo sguardo,

ma nulla vedono, sentono la malinconia

di un passato nel presente

che nulla muta e muterà,

solo l’ere che vanno in un declino

in un corpo che cambia le fattezze

intanto ecco pervenire una pioggerellina

sembianze di bimbi comparire

vivaci saltelli nelle pozzanghere impantanare

la sofferenza si annida nel cuore

lacrime scendono or…ora

ma quella piogerellina li confonderà

e alla natura nulla mostrerà

 A tutti voi amici

che l’arcobaleno dell’Amore

risplende i suoi colori

 ad ogni alba  e crepuscolo

della vostra vita.

Dove sei bambolina

dai boccoli d’oro

che la leggiada farfalla si volle posare

Dove sei pagetto mediovale

dai ricchi broccati e pregiate trine

non si odono più le allegre risate

la bianca voce negli altari

i giochi sono fermi

difesi dal polviscolo del tempo

di una clessidra dove

la sabbia scorre lentamente le ore

asfaltando dune infocate

Arde il silenzio più alto nel buio

della solitudine evaporando

pensieri ansiosi in ascolto

nel verso libero e costruito

di questa poesia 

 

Maschera sognante

che scorre sopra un tappeto muto

senza occhi nè gesti

nel bianco infinito dell’illusione

sentimento di sonora storia

di innamorati

addormentati nel paesaggio

 

Vaga luoghi inconsueti

agguantando un vecchio tempo

ove regna il silenzio di anime

perse in molti istanti

cammina nelle orme belanti tracciate

nel sentiero dove fugge il tramonto analfabeta

scritto da parole vernacoli

lingua morta nella nostalgia goccia e pianto

della ragione in una sonnolenza

rassegnata da un umile sveglia d’anima

addormentata nel passaggio primitivo

che si rinnova con la pace della sera

Zufola cantiche negli angoli verdi

nascondigli segreti divorati

nel luogo dove un sogno inciampa

con la realtà tra gli occhi di mansueti creature

pascolanti tra alberi dormienti

ed aquile che tagliano il cielo

con sdridii echeggianti

Sogna da sempre sopra letti vuoti

lasciando la porta aperta all’amore

ignaro dei densi succhi amari della vita

che lo recludono in quella vita