- Stai vedendo l'Archivio per maggio, 2008 -

Lolita

[due trecce notte estate]

occhi mestosamente a terra,

infiammano  il fiato,

fino a spegnere , parole masticate,

che s’arrampicano come ragno,

tessendo tele nello sguardo,

{poichè l’insidia si cela in quel pudore]

laceri cosce bianche

tra lo scivolare del tempo,

sto qui in attesa,

scegliendo di non aspettare il futuro,

perchè oggi io vivo

e, voglio calpestare questa terra

fra i sassi che ora cammino

Il sito EchidiPoesia.com e’ ufficialmente online, stiamo ancora sistemando qualcosa relativamente alle funzioni, ma il sito e’ operativo, tutti i membri potranno scrivere i propri post, gli utenti commentare e cosi’ via, continuando come avete sempre fatto.

Sara’ possibile richiedere una mail nel formato nome@echidipoesia.com, compilando un semplice form che sara’ disponibile nei prossimi giorni.

Non ci resta che augurarvi Buona Poesia a Tutti!

 

Modifica: Da questo momento e’ possibile richiedere l’email, per farlo andate sulla pagina Richiesta Email cliccando sul link, oppure nel menu’ “Pagine” nella barra laterale.

Non voglio,

camminare le tue parole,

creature smaniose e,ignare,

senza pudore, nè pietà,

maschere, che celano il viso,

forte armonia di muti pensieri,

albergati nel piacere,

sull’orma, scritta, della Tua freschezza

Una sorda rabbia, celata,

sotto apparenze ,

di una falsa timidezza,

vaga, nell’ombra,

fra i binari morti

 dell’esistenza.

"Ghiaccioe Silenzio"

incidono lacrime vive

al cantare dell’orologio,

impazzito d’ore morte.

Bevo la luna raminga,

ubriacandomi di messaggi

turbati,

dalla voce del dire.

Abito la solitudine

consetendo allo spazio,

di placare fantasmi interiori

a lottare il falso"io",che,

custodisce la lingua

invitando a riconoscerci

vivi nel gemito.

Tema della settimana: La vita e i sogni. Schopenhaner

Poesia giudicata più interessante

 dalla redazione Rosso Venexiano fra tutti i partcipanti al tema:

Esule

di Iry50

E colgo

fazzoletti bianchi

di lacrime

dove il mare non conosce

le mie orme

dove la luna

accompagna la mia

ombra tra i vicoli

di nuovi sapori

dove corre a celare

 i tristi

mentre ululano

 ricordi

nella notte incappucciata

Pitturo

pelle lucente

vene azzurre

e biondi capelli

gemendo colori

Il mio sospiro si perde

leggendo illusione

sul giornale

dell’anima mia

 

Con la seguente motivazione:

Ritrovarsi  straniera sotto cieli, ripercorrendo a ritroso un cammino lastricato di farzzoletti bianchi intrisi di lacrime, fino al mare: quel mare che ha cercato barriere e ha raccolte e trattenute

le orme, che non è più stato possibile calcare, e ha conservato ricordi che ululano, ricordi legati ad una nera notte che accompagna l’Autrice, esule verso altri orizzonti.

Ridipingere immagini di colori, profumi, suoni indimenticabili, mentre i sospiri si perdono nel tempo, scanditi da illusioni che si imprimono sulle pagine di quel giornale della propria anima, a trattenerli 

 a convincersi di poterli ancora sfogiare.

Un testo profondo e melanconico, accorato, colmo di rimpianti, senso di abbandono e solitudine

Giulia ( ventidiguerre)

redazioneAssociazione Salotto Culturale Rosso Venexiano

Fu in quel seme, che colse il sole,

nel canto della vita.

Apparvi, nell’alba destata

dagli odori e sapori dell’estate,

mentre la città sbadigliava

stropicciandosi gli occhi ancora assonnati

cercando pantofole per camminare.

Ridesti, lacrime inghiottite

accarezzando impaurita la saggezza

di quel lungo cammino di futuro da bocciare.

Intenerita, cullavi quel soffio di vento di vita,

tra nenie di sorrisi pennellati,

sfiorando il profumo del mare

lasciato evaporare su orme di ieri,

camminate fra lo sciacquio del nostro mare.

Sola, tra la rena lucente ,riverbero di luna,

una conchiglia sussurava una nota di poesia

Mamma