Il mio Sito ha vinto questi premi:

Se mi domandate chi sono
devo dire:Uomo
Devo parlare di un paese cibato
con il nostro triste sangue,
del fuoco che distrugge:
non conosco giochi
accarezzo fucili
e lascio alle spalle scie
di corpi spogli di cimiteri,
o gente che guaisce.
Perché tante ragioni non conosco,
perchè il giorno lega un altro giorno?
Perché dove io cammino
non c’è vita? Perché i morti?
Se mi domandate da dove vengo,
devo dire: da culle vuote
da seni troppo amari
da denti che mordano il silenzio
da case innalzati da coltelli
da sogni annegati dai sciacalli
19 dicembre 2008 alle 08:32
brividi…
buon fine settimana,
cesy
22 dicembre 2008 alle 08:28
un saluto in questa mattino nascente in un cielo di cristallo ghiacciato dove spicca una fetta di luna,
un abbraccio caldo,
cesy
22 dicembre 2008 alle 09:39
Una poesia splendida e tristissima! Quelle case innalzate dai coltelli e i sogni annegati dagli sciacalli rendono tutta l’amara violenza della vita e della morte!
22 dicembre 2008 alle 18:08
Triste realtà, da non dimenticare in questi giorni in cui ci piacerebbe che tutti fossero sereni. Ma così non è.
Passo per un saluto e per farti gli auguri.
Passa delle Buone feste Iry.
23 dicembre 2008 alle 08:59
Hai un blog molto ben organizzato, elegante e molto coinvolgente.
Questa poesia è molto profonda nei suoi significati e tocca il cuore di ogni persona che ti leggerà. Ne sono certa.
Grazie degli auguri all’altro mio sito: bessola.splinder.com che contraccambio con simpatia e cordialità.
Gianluisa-Bessola
23 dicembre 2008 alle 09:29
ti porgo i miei calorosi auguri qui, in questa poesia che ci aiuta a non dimenticare mai gli orrori di un mondo che aspetta solo di essere migliorato da noi tutti. Un abbraccio di cuore e tanbta serenità a te e tutti i tuoi cari…
Massimo/esplanade
3 gennaio 2009 alle 21:16
dimostri una grande sensibilità
“perché il giorno lega un altro giorno?”
forse non esiste un Senso ….il senso alla nostra vita dovremmo darlo noi…e mettere nella condizione i bambini di trovare il loro.