- Stai vedendo l'Archivio per gennaio, 2009 -

Riesco a sentire

 in questo silenzio ostile

gemiti crini

insolita fragranza del tuo volto

 

Luci languidi vergini

che mi accompagnano

a riflussi aure di luce

armonia di voci

dove fresche fronde

vagheggiano l’alba amica

immortale del nostro sentire

 

Eteri pregi  cantano armonia

pittrice della carne

chieggio arcano su nettare calici

di passione onda raggiante

sospirata ignuda

frontiera del bacio

spuntata all’improvviso

 

Ruggisci nella savana

tacita sede del tuo dire

fra rose e colombe

inghirlando

quello che so già

 

Spine di lacrime stridano

nel barlume della memoria

sventagliando la notte

sazia di pane.

 

Vestano di carezze

le foglie bagnate

i fiori di silenzio

le rose di assenze

 

Emozioni senza maschera

abbandonano la fragilità

nell’estasi proibita

facendo arrossire

le siepi di mirtilli

 

Lingua che dice il pensiero

a piedi nudi

sulla terra spaccata

dal vento

 

Valige di cartone

camminano scalzi binari

inseguendo speranze

[nude]

 

Un pane respira di nuovo

adagiato da sogni

[inquieti]

 

Vuote ore affondano colori

gracidando aspidi

[addii]

Stesi vascelli su alghe increspate

gocciolano l’antico.

 

In quella quiete onirica fluttuano aliti

a lambire chi resta.

 

 

Invisibili ricordi graffiano

voci disabitate nella nudità.

 

Piange il giorno

nelle preghiere della notte,

depredando anime fameliche

di altri arenili

 

Braccato in questo gemito

ancora oggi,

si dischiude esistere,

nelle ansa dei labirinti.

 

glitter graphics

 

Chi fugge, lo sai, sono l’attese,

canti estivi saliti sugli alberi

nei sordi giorni di marcio fogliame

a lacrimare sete.

 

Che importa, chi resta,

nelle finestre spente

a sbriciolare il canto serale,

tremando volti chini,

a cogliere distanze e vento.

 

Invito i tuoi deserti a coprirmi

in attesa di inquieti giorni

mentre l’attimo lambisce

quel seme al sole

che sugge muto nel suo tepore.

 

 Sto arrivando-

Disse la Befana a Pasquale sopranominato Sette Bellezze con MSM.

Sette bellezze, un siculo colore olivastro con baffi e capelli neri gelatinati, fisico da modello, portava sempre a coppula un capello siciliano per darsi un’aria da mamma santissima, non riusciva a contenere il suo nervosismo nel leggere quel messaggio.

 Ma… ma … proprio ora che aspetto Titti una gnocca di Sorrento a cui ho fatto il filo per tanto tempo e oggi aveva deciso di darmela.

Azz…comu fazzu ora …rimuginava

  (azz… che faccio adesso)

Quando Sette Bellezze era nervoso parlava in siciliano.

Ora ci dicu chi sugnu malatu e chi non cia fazzu.

 (ora gli invento che sto male e che non posso vederla)

Cosi fece il numero della Befana e incominciò a dirgli:

-         Bedda du mi cori, sulu a tia tegnu ti stu cori, occhi di stidda

-         (bella del mio cuore, solo a te tengo nel cuore, occhi di stella.)

-         Ciaoooo… Pasquale sono quasi pronta

-         Ho messo le mutande rosse a cuoricino, le giarrettiere per il tuo bel visino.

-         Senti duci occhi di stidda, mi malalai u raffreddori mi pignai…acci..acci.. e to lettu sugnu curicatu cula frevi chi mi i’nfoca

-         (senti occhi di stella, sono raffreddato … acci… acci e a letto sono con la febbre alta.)

Va bene amore mio passo solo un momentino a portanti un regalino.

Un’ora dopo si udì lo squillo di un campanello Pasqualino Sette Bellezze andò ad aprire.

Davanti ai suoi occhi apparve una gnoccona… da alza bandiera , aveva un vestito rosso di lamé con una spacca  vertiginosa , un balconcino dove due cocomeri uscivano ad invitare a sedersi a prendere un caffè, due labbra  gelatinose a forma di cuore ove poter posare uno bocchino, lunghi capelli neri che scivolavano sulla scollatura dove s’intravedevano le dune del deserto infocate dal sole,  sbavando, con la lingua  quasi a terra  Pasqualino non riusciva a dire niente udì soltanto

-Ciaooooo amore mio, piccolo tesoruccio, proprio oggi dovevi star male.

Riuscì a stento a dire

-Befanaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!

Si amore mio sono io non mi riconosci

Azz comu fazzu mi ti ricunuscu cusì…miiii.. minchiaaa – pensò

(Azz.  come faccio a riconoscerti così booo.. bona)

No … veramente io…… cercò di giustificarsi…. la febbre…

E si amore mio è proprio la febbre… si vede e si sente non parli più neanche il siciliano.

Be… tesoruccio avevo fatto un bel programmino, ma visto che sei ammalato ho telefonato a Mario per uscire con lui mi aspetta sotto con la Ferrari sai quell’ultimo modello che ti piaceva tanto e lo desideravi come regalo…. purtroppo… la tua malattia… l’ho dovuta regalare a lui… ce ne andiamo a Cortina …a… gli ho comprato anche una baita e passeremo la settimana bianca insieme…. Lo sai a me non piacciono gli alberghi… la gente che ti guarda… chiacchiera… be… ci vedremo tesoruccio.

Dimenticavo…scusami, scusami tesoruccio mio… dimenticavo il tuo regalo…perdonami… ecco la Ferrari che desideravi è telecomandata, ci puoi giocare anche stando a letto..qui ci sono delle caramelle a menta  ..sai per la gola … per qualsiasi  bisogno ,ti ho lasciato  il numero della guardia medica… ciao..ciao ci rivedremo.. forse..

Pasqualino Sette Bellezze non sapeva che oggi ci sono tanti chirurgici plastici che fanno miracoli che con 15000,00 € si rifà il seno, con 17000,00 € il naso, 18000,00 € il didietro, 20000,00 € per i denti, 25000,00 € per il viso, un po’ di botulino, liposuzione… certo più plastica che carne ma a chi importa…. si preferisce ad una bambola di gomma fredda o ad uno assolo senza viola.