Il mio Sito ha vinto questi premi:
Stesi vascelli su alghe increspate
gocciolano l’antico.
In quella quiete onirica fluttuano aliti
a lambire chi resta.
Invisibili ricordi graffiano
voci disabitate nella nudità.
Piange il giorno
nelle preghiere della notte,
depredando anime fameliche
di altri arenili
Braccato in questo gemito
ancora oggi,
si dischiude esistere,
nelle ansa dei labirinti.
14 gennaio 2009 alle 14:14
Molto suggestiva
14 gennaio 2009 alle 19:43
ti auguro una bellissima serata e ti lascio un abbraccio
Lilla
14 gennaio 2009 alle 22:50
Belle poesie. Ogni tanto, quando mi capita la connessione veloce, passo di qui, visto? Ma è veramente difficile, ci mette un sacco a caricare!
15 gennaio 2009 alle 09:09
ciao grazie per il tuo commento e passaggio da me.
gin
15 gennaio 2009 alle 17:51
Esprimere il proprio pensiero come pura natura…incontaminato deve attraversare il labirinto della nostra mente per poter rimanere limpido in eterno.
15 gennaio 2009 alle 21:22
carissima sia che è difficile entrare nel tuo sito? le poesie così restano difficili da leggere e difficili da commentare, ma questa me la sono riletta più volte e… abissi e vette il mio ambiente preferito ormai lontano…
Presto arriveranno le sorprese a Innamorato!
16 gennaio 2009 alle 10:52
La trovo triste e disperata questa poesia! Dai! scaccia la tristezza e dipingi il viso con un sorriso!
Buona giornata e buon fine settimana!
16 gennaio 2009 alle 17:03
nelle anse dei labirinti piange il nuovo giorno, nelle preghiere della notte! struggente! Un abbraccio.Dora
16 gennaio 2009 alle 22:03
Cara Iry non ero mai passata da qui, ma ora mi rendo conto di quanto tu sia brava, non solo a scrivere, ma anche a creare un blog. Ci sono immagini e poesie bellissime. Complimenti.
Ho letto ora che sei tu la brillante realizzatrice della mostra dedicata ai quadri di Enrico Ganassi; credevo fosse Anake, perchè ho visto questa splendida mostra ieri sera tardi, meglio dire stamattina molto presto, quindi ero un po’ assonnata. Ancora complimenti e , se puoi, passa a trovarmi. Ciao
17 gennaio 2009 alle 11:19
Struggente poesia,
spicca l’ngoscia e la solitudine degli abissi.
Un saluto e un sorriso che filtra nelle profondità del mare.
Chiara
17 gennaio 2009 alle 13:37
grazie per i tuoi saluti… naturalmente ricambio…
Viola