Piangete sui quei luttuosi fiori richiamo spento di stelle resina di passi che irrompono mute cicale a sussurrare un nome nel sapore amaro strappato del pensiero sciolto ipotermico e liso con mani senza domande né risposte scalato nelle vette inattese dentro una spirale dove una farfalla non può volare
Cantan labbra di vermiglio sopra le notte sagge Sorge dal mare la verginale schiuma ad annegare chiome Audace parlo nel caos.