- Stai vedendo l'Archivio per settembre, 2009 -

Con scarpe consumate

cammino sulla spiaggia

senza lasciare orme.

Avide scosciano ansie

divorate nella bramosia della luce

solitaria ancella del desiderio.

L’acqua trascina il peso

dei miei passi assopiti dal buio

sulla mia mano urla d’inchiostro il mare

sotto le unghie, onde di terra

inquietati dalla lingua di fuoco di sole

accompagnano certezze traghettate

Un riso di luna  frastaglia

il mutismo di troppe stelle

ormeggiate sul sasso

senza limiti né orizzonti.

Nascosta negli angoli delle ore

questa verginale estate

vezzeggia ricordi

racchiusi in conchiglie di vento

Nelle albe e nei tramonti

invasi di solitudini raminghi cercano

in liriche struggenti frangi e sogni

sulla nitidezza lunare

l’anima percepisce l’infinito

ed io mi perdo al di là del tramonto.