Dal mio Scrigno E' stato pubblicato il 27 Aprile 2007. Presentato al Palazzo Campanella presso la sala Levato alla presenza dell'Autorità locali e ripreso dalla televisione locale RTV. Il ricavato è devoluto all'Associazione Anffas onlus di Reggio Calabria.
Antologia Concorso "Rosso Natale": Inserita la poesia Natale e Confido
autore iry50
Antologia "L'ultimo Natale"
Lettera a Babbo Natale,
Le parole di mio padre,
Memorie [di Natale],
L'ultimo Natale,
La soffitta dei ricordi.
Brani scritti da iry50
Antologia "L'Attesa"
Foglia.
Brano scritto da iry50
Antologia "Motel"
Motel
Brano scritto da iry50
Commenti
marrano: sempre felice d’incontrarti luna he risplendi nel cuore di chi ti ama
iry: Pensavo di averti perso, anche se in questo periodo mi son persa anch’io per troppi impegni, prenderò un...
marrano: Sei una persona splendida. Complimenti. Finalmente sono riuscito a installare una chiavetta sul mio...
iry: Grazie a te Sabrina e alla tua sensibilità, un dono prezioso che poche persone hanno e largiscono. baci baci iry
sabrina: Ciao carissima ierisera pure stanca ho postato la bella notizia. Un bacio grande e ringrazio il signore che...
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forse dire Amen
inibisce la parola
forse un silenzio un’emozione
dimentica l’oscillo
dell’ultima goccia:
” verità o bugia”
l’una riflette nell’altro
scivolando non da pace
confida pene a un amico
nell’acceso confronto
per poi incitare
un cammino.
dove rinoscono il mio parlare
cafone
che scivola, inciampa
rotola inebria
di tempi migliori
troppo anni ormai alle spalle
raccogliendo castagne
fragile braccia
cadute ricettate dalla natura
ho abbandonato rifugi angusti
per assagire polenta
ma a ridosso trovo un quadro
scolorito
ora che la terra
è più compatta
voglio laciare specchi di lago
per ritrovare un mare
scavato nel mio letto.
la pelle, il dolore è piacere,
gode un rosario
nelle scomposte regole
dopo il fuoco la terra
non sazia il mio splamare
di pane marmellata
-ho sete, ho sete-,
mi chiede
-dai goccia alle mie labbra-
Ed io Cristo
delle mie pene
rinnovo quel miracolo.
Non hai ancora risposto alla mia email con le poesie, come mai?
baci baci iry
- non vedi che non hai posto
in questa tavola mai bandita-
poco è il pane e le molliche
non sfamano
le mucche non muggiscono
e il cane abbaia all’acqua
nella ciotola
le olive piante
non macinano sapore
il brodo è senza carne
e per l ‘osso,
ci sono troppi denti
scappa, scappa
con il tuo fardello
vai in quella terra
dove cammini
e ti chiamano:
“Signore”
Bellissima rafigurazione della speranza quella delle albe che parlano di luce correndo a piedi nudi tra papaveri di sogno. Una metafora intensa e molto appropriata.
E tutta la poesia mi piace.
PS
la virgola alla fine del verso “sui trifogli e” forse doveva essere alla fine del verso successivo?
Cara Anna senza la poesia ci avvolgerebbero le tenebre.
baci baci iry
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Echi di Poesia
Nelle mie mani il nulla , nella mia mente pensieri, immagni, parole di poesia...
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Qualcosa di me
Chi sono? Alcune volte me lo domando anch’io …e non so dare risposte ben precise. Amo la vita nella sua interezza, sono del segno dei gemelli forse per questo concepisco di vivere i giorni in alternanza un po’ briosi e un po’ da sognatrice cullandomi anche nell’ozio più espresso…ahahah… ci siete cascati non è vero. Ho una vita molto affaccendata amo molto quello che faccio… che cosa domandate... a già non l’avevo detto... sapete uno dei gemelli è un po’ tra le nuvole oggi… sono una Consulente Associativa con incarichi di Consigliera Provinciale con deleghe, faccio parte di una redazione di testata giornalistica. .. progetti, direttivi, convegni, interviste conferenze stampa, fanno parte della mia vita quotidiana per questo mi sono costruito un angolino tutto mio dove nessuno ha la chiave da accesso, io la chiamo la mia soffitta dove deposito tutti i miei ricordi in uno scrigno. In alcuni momenti mi isolo in essa ed apro questi cassetti di memoria liberando i fantasmi del mio pensiero. La vita non è stata molto generosa con me e rifletto questa sofferenza in quello che scrivo non per compiangermi ma per cercare spazi nuovi dove poter depositare le ali della speranza, dove un raggio di sole possa riscaldarmi, un angolo di mare possa cullarmi. Ho scritto anche un libro di poesia: ”dal mio scrigno” avuto un discreto successo il ricavato è stato devoluto in beneficenza. Vivo in una bellissima città Reggio Calabria, una terra amara ma culturalmente antica e piena di tesori greco-romana, per questa motivazione è nominata: la Reggio bella e gentile, adoro la mia città mi basta aprire la finestra al mattino per scrivere con lo sguardo una poesia, mare e monti sono lì a darmi un saluto con il loro profumo e la loro bellezza naturale.
30 novembre 2009 alle 15:11
cerco una voce
la parola che solletichi l’animo
e il cuore partorisca la poesia
anche noi abbiamo un Giuda
forse semplicemente
quelloche non aveva capito, l’ingenuo
per questo caro al Maestro
anche gli altri hanno i loro traditori,
mentre l’architetto progetta
concediamo una preghiera
il mio indirizzo di postaelettronica
r.castronuovo@tin.it
a te il compito di organizzare
1 dicembre 2009 alle 08:23
forse dire Amen
inibisce la parola
forse un silenzio un’emozione
dimentica l’oscillo
dell’ultima goccia:
” verità o bugia”
l’una riflette nell’altro
scivolando non da pace
confida pene a un amico
nell’acceso confronto
per poi incitare
un cammino.
ti invio una prima fase di lavoro
baci baci iry
1 dicembre 2009 alle 16:37
E poi scopri che il senso della vita è solo fare quello che fai
2 dicembre 2009 alle 09:24
da forestiero vivo
tra diffidenze preconcette
da decenni
in una terra straniera
nel paese della lingua perfetta,
la nostra,
troppi non ascoltano
ho provato a parlare d’amore e di pace
farmi vedere
Dolcemente, rondine
portami a morire nella mia casa
in Lucania
baci vai Iry
3 dicembre 2009 alle 08:53
dove rinoscono il mio parlare
cafone
che scivola, inciampa
rotola inebria
di tempi migliori
troppo anni ormai alle spalle
raccogliendo castagne
fragile braccia
cadute ricettate dalla natura
ho abbandonato rifugi angusti
per assagire polenta
ma a ridosso trovo un quadro
scolorito
ora che la terra
è più compatta
voglio laciare specchi di lago
per ritrovare un mare
scavato nel mio letto.
baci baci rosario
3 dicembre 2009 alle 11:18
Rituona
Senti quei colpi secchi di martello
sulla carne – rituona il legno .-
prima lenti e precisi
poi veloci e potenti
straziano il ventre;
ha trovato il morbido il chiodo
crocifiggono il chiodo
Ciao iry
3 dicembre 2009 alle 11:24
correggo
crocifiggono ancora
la tua poesia entra nell’enimo
ciao rosario
3 dicembre 2009 alle 18:58
la pelle, il dolore è piacere,
gode un rosario
nelle scomposte regole
dopo il fuoco la terra
non sazia il mio splamare
di pane marmellata
-ho sete, ho sete-,
mi chiede
-dai goccia alle mie labbra-
Ed io Cristo
delle mie pene
rinnovo quel miracolo.
Non hai ancora risposto alla mia email con le poesie, come mai?
baci baci iry
3 dicembre 2009 alle 20:09
Solo i poeti
Almeno ci libera la domenica
l’urlo della rete che si gonfia,
i ragazzi si abbracciano
e soffrono per tenere la vittoria
non ci sono eroi e guardiani di tesori,
i giovani non sono stati addestrati,
spade e lance, scudi appesi
in bella mostra alla parete
solo i poeti raccontano
gesta d’eroi tornati sull’olimpo,
siamo stanchi di combattere,
nessuno svelerà d’appartenere
ad un posto senza storia
l’ultimo messaggio ricevuto è quello a cui ho risposto qualche minuto fà
ciao Rosario
4 dicembre 2009 alle 18:12
mio padre trottava nervoso
davanti al camino,
sotto il passo pesante
ballavano travi
e di paura tremava la casa
mi guardava di traverso
torbido e sospettoso,
s’innervosì
quando mi scoprì seduto
al suo fianco,
avidamente gustavo
pane e salame
mia madre mi consumava con gli occhi,
- vattene – mi sussurrò dispiaciuta
mentre mi accarezzava
vai Iry vai…baci
4 dicembre 2009 alle 19:30
- non vedi che non hai posto
in questa tavola mai bandita-
poco è il pane e le molliche
non sfamano
le mucche non muggiscono
e il cane abbaia all’acqua
nella ciotola
le olive piante
non macinano sapore
il brodo è senza carne
e per l ‘osso,
ci sono troppi denti
scappa, scappa
con il tuo fardello
vai in quella terra
dove cammini
e ti chiamano:
“Signore”
baci baci iry
6 dicembre 2009 alle 00:36
Bellissima rafigurazione della speranza quella delle albe che parlano di luce correndo a piedi nudi tra papaveri di sogno. Una metafora intensa e molto appropriata.
E tutta la poesia mi piace.
PS
la virgola alla fine del verso “sui trifogli e” forse doveva essere alla fine del verso successivo?
6 dicembre 2009 alle 08:12
Grazie del tuo prezioso commento, loripanni, farò tesoro dei tuoi suggerimenti.
baci baci iry
15 dicembre 2009 alle 15:32
Bellissimo il sito.
Amare la poesia è vita e come aprire la finestra sull’universo!
16 dicembre 2009 alle 07:10
E non solo Angela Maria è anche aprire il cuore ed evaporare i sentimenti creando una nebbia di passione che ti avvolge in sublimi sensazioni.
Gazie del tuo prezioso commento.
baci baci iry
19 dicembre 2009 alle 22:51
La poesia è il rifugio dell’anima. ti solleva,ti sostiene, ti cura,ti avvolge.La poesia è tutto,sensa come si farebbe?
20 dicembre 2009 alle 11:01
Cara Anna senza la poesia ci avvolgerebbero le tenebre.
baci baci iry