
e trovai …
un pianto da bambino
e gli occhi aperti al sorriso
i sogni accesi alla speranza
che squillano vicino
e ronzano lontano
rimbombò la sua voce
nel vespro mattinale
la sentii galoppare …lontano
di là…venire…correre nel piano
all’ombra di un uccello
e del suo stridulare.

Lo interrai,
nella infiacchita sera
piccine mani,
infrante di speranza
gioco, contesa di umori
– crescerà -
enunciasti
- 8 aprile 70 –
risi, sopito di paure.
Partì, il treno, inoculato
da serpi e cerbiatte
seminò asti, nutrì odi
strafisse noia,
l’ingorda natura
schiaffeggiò la ribelle idiozia,
oggi
- 8 aprile 2010 –
implorano clemenza le mani
e lo sguardo induce ad altre voci
è scacco matto, l’alfiere cade,
di nero colore.

e quando soneranno le campane
quel dolce impastato
da fragili mani , romperai,
farina, latte, burro, uova e cannella
dolce sapore assaggerai
lesti passi abbelliti,
veli di tombolo cuciti,
sciameranno baci e sorrisi
lungo i vicoli di pietre
sempre più seppelliti.
Canta l gallo in quell’occasione
è l’agnello il sacrificale
bela una madre per il dolore
mentre l’altra gioisce
- è il mio Signore- .