Sono soffi di ventaglio gli abbracci fragili inquietudini arroccate dove le aquile dominano né frecce né spari predano quel gioco silenzioso e caldo.
e trovai … un pianto da bambino e gli occhi aperti al sorriso i sogni accesi alla speranza che squillano vicino e ronzano lontano rimbombò la sua voce nel vespro mattinale la sentii galoppare …lontano di là…venire…correre nel piano all’ombra di un uccello e del suo stridulare.
Lo interrai, nella infiacchita sera piccine mani, infrante di speranza gioco, contesa di umori – crescerà - enunciasti - 8 aprile 70 – risi, sopito di paure. Partì, il treno, inoculato da serpi e cerbiatte seminò asti, nutrì odi strafisse noia, l’ingorda natura schiaffeggiò la ribelle idiozia, […]