• Il mare,

    voce libera,

    nei  reiterati ricordi

    echi brevi, seza voce

    echi degli addii selvaggi

    ed indocili lamenti

    di chi ti lascia per altri porti

    nel tremolio delle onde.

    Sospirava l’acqua

    alitava il vento

    ponte gettato

    con valige di cartone

    lungo la sabbia liscia

    che risale nel tempo

    M’è vicino quel fazzoletto

    quel maccature

    e quel rosario consumato

    e tu a bassa voce

    O Mamma!

    nel murmure di mare

    mi salutavi col sanguinolento core

    Sembravi  na Madonna

    che invoco ancora

    nel tocco d’una campana

    spenta già nel tempo.

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  • Son giunti,

    cani di piombo

    con papaveri gementi

    a mietere sospiri,

    quelli col cuore

    di rospo e,

    freddo di neve

    Se penso, e non voglio,
    rivedo quel prato
    tremante di sole

    è il silenzio

    assassinato

    dal cielo a

    seppellire i morti.

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