
Entro, nel letto,
come una foglia
perché ora è autunno
se n’è andata l’estate rovente
ne resta solo un ricordo
nell’aria tiepida
già si è mosso l’inverno
arriverà a spogliare
la vita, fragile al vento,
nuda, eppure capace
di altre foglie.

Non ritrovo i sogni
che accompagnano le mie notti
E’ spento lo schermo della fantasia
in un albeggiare stanco
dell’indifferenza.
In questa insonnia
priva di respiro, serpeggiano
pensieri, accarezzandomi
col loro veleno.
Mi alzo, inciampo, una bottiglia,
la prendo in mano, tracanno
il suo interno, lo stomaco
è trapassato da doglie
e da poca lucidità.
Opere appese al muro
evocano afflizione
nel disordine della ragione.
Sull’inferno della mia esistenza
stridulo è il pensiero
di un’altra notte
senza di te.

La stanza dipinta di tempo
incredula stringe stagioni
ladri, i pensieri fuggono
annegando memorie stagne
nella crune lampi di riso
non piove più cuore uggioso
veste la nudità di rughe
su melodie soli fuggiamo.