Dai miei occhi non si dissolve
l’immagine martoriate dei tuoi occhi
che cercano i miei
Quell’esile sospiro
che la tua bocca ormai stanca
non riusciva a farti parlare
io ero lì presente
complice,amica e figlia
di tanti momenti vissuti
Nella tua quiete
rilucente ruscello
specchio delle lacrime
il mio sorriso inseguiva il tuo
per un ultimo assenso di complicità
impreparata ancora mi ferisce
il gemito della tua assenza
nelle mani della tua resa
dopo l’ultimo respiro
conguinse le mie
a difesa del tuo riposo
Lo guardo schiaffeggia
il viso pagliaccio
nell’arena di beffardi
sorrisi
Celate maschere
citane
nascondono il [sè ]
raminghi
su note di violini
stonate
dall’odio natio
Giochi senza tempo
applaudono
l’istante
Corrode la mente
all’inumano
esistere
Vita vissuta
e non cercata
nel narcisismo
di figure umane
mentre l’Io
soffoca nell’ombra
dell’acque gelide
del sentimento