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Scalza, lingua

non vesti calzali

in lunghe file

di ginestra grigia

 

Incarni l’agonia,

omelia di anime in fiore.

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 A Salvo D’Acquisto

Immagine:Salvo D'Acquisto.jpg

E’ l’alba

che chiamò il mio cammino

di orme incise

su terra bruciata

Quando la mia anima

d’intonata tenerezza

vestì le pene

su note di pietà cantate.

Amante e spietata morte

squarcia il mio petto

singhiozzando nell’aria la speranza

porta sulle ali d’argento

la mia veste dimessa

dal vile porpora legge oppressa.

A testa altera

pronto amorire

regalità lucente di una stella

l’onor del mio paese conserva

nell’orgoglio della libertà voluta

del mio apparire.

 

Persa

nei latifondi del male

dove serpi si nascondono

fra l’astuzia e follia

l’umile Lydia

solitaria

appare

Il  profumo

succhia la voce del giorno

vestendola di papaveri

sudati dal sole

affamato

di rosso destino

paladini_sm.jpgVidi tra tanti occhi lucidi

di quel mattino sventolare,

il verde, il bianco, il rosso

della bandiera.

Sentii chiamare un giovane

biondino

non dall’echeggiare delle armi,

ma dall’armonia dei colori della pace.

Posò i piedi su una terra bruciata,

corrosa dall’odio e dalla fame,

arsa d’acqua dell’amore

che sgorga pura solo da dentro il cuore

Trovò bimbi cresciuti senza giochi

occhi che vivevano il terrore

stendevano la mano per il pane,

mentre nel petto annidavano il terrore.

Cercò di donare il suo sorriso

scambiato ahimè in Paradiso

contrario a quel credo soggiocato

la morte con il dolore ti ha procurato.

Tornasti in patria avvolto da quei colori

che ardono nei cuori dei tuoi genitori

mentre il silenzio viene suonato sull’altare a te dedicato

il tuo nome da un tuo compagno è gridato

"Virgo Fidelis"

risponde il tuo sepolcro