
Non ritrovo i sogni
che accompagnano le mie notti
E’ spento lo schermo della fantasia
in un albeggiare stanco
dell’indifferenza.
In questa insonnia
priva di respiro, serpeggiano
pensieri, accarezzandomi
col loro veleno.
Mi alzo, inciampo, una bottiglia,
la prendo in mano, tracanno
il suo interno, lo stomaco
è trapassato da doglie
e da poca lucidità.
Opere appese al muro
evocano afflizione
nel disordine della ragione.
Sull’inferno della mia esistenza
stridulo è il pensiero
di un’altra notte
senza di te.

Stesi vascelli su alghe increspate
gocciolano l’antico.
In quella quiete onirica fluttuano aliti
a lambire chi resta.
Invisibili ricordi graffiano
voci disabitate nella nudità.
Piange il giorno
nelle preghiere della notte,
depredando anime fameliche
di altri arenili
Braccato in questo gemito
ancora oggi,
si dischiude esistere,
nelle ansa dei labirinti.