
Stringimi, ho freddo,
vorrei le tue braccia
qui, dove
le prime bave di luce
si fanno sonno
non ti dirò mai
fermati
sarebbe come
bandire l’amore
dalle mie labbra
tendimi
al pensiero del giorno
la notte non divide
certi sogni
che nascono
siamesi

Sento
questo tuo lambire freddo
uggia nebbia d’un sorriso.
Sento
mani affissi, crocifissi
nel derma puro
del tuo essere.
Sento
l’angoscio pensiero
gelare il sangue,serrando
lo stomaco sui quei
tocchi che sdraia
la mestizia nella sera.
Sento
ma non voglio udire
lo svanire della speranza
e l’avvertire della morte
nell’annunciato addio.

