Nel mulinar la voce
acque empie,
Cassandra vaticinio
la giugulare alchemica
dette respiro
 
al varco sguardo
a ponti levatoi
l’arciere invase
uno , due , tre schiocchi
e poi sorti
 
incespicarono esodi
d’ Atene e Nettuno
sulla lingua cieca
di un cantore questuante.
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