Nel mulinar la voce acque empie, Cassandra vaticinio la giugulare alchemica dette respiro al varco sguardo a ponti levatoi l’arciere invase uno , due , tre schiocchi e poi sorti incespicarono esodi d’ Atene e Nettuno sulla lingua cieca di un cantore questuante.
ferma, nel tocco della viola mammola e nei capricci di farina nel formicaio spoglio di dimora vendemmiato da parsimonie ombre nere ti pone nell’esilio uno sbuffo t’appiccicò la veste e ti commisurò l’immagine e come spenta nell’attenuato alito ti cullò, supina sull’amaca fra voli privi d’ali e salice […]
Vi siete mai chiesti di che colore è il silenzio quando lascia le sue pause negli odori dell’essenze quando vibra nell’ignoto o si trastulla su un sorriso quando mitica i confusi nel tepore di una siesta quando sbaglia il suo linguaggio usato, percepito, indotto, emarginato. […]